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Le vacanze per molti sono finite.

Tra mete esotiche e posti nostrani, Agosto è stato il mese dello “stacco la spina“.

Per me questo mese è dedicato alle persone care, gironzolando qui e là per l’Italia per andare a trovare parenti e amici e scoprendo piccoli borghi sconosciuti ai più. E’ un mese dove decido di parlar poco, ma semplicemente per ricaricarmi. Non mi si chieda però di starmene con le mani in mano e il cervello fermo!

Da questo perenne movimento è nato questo post! Destinazione dell’estate: Ciociaria e dintorni. Molto probabilmente la prima associazione che vi viene in mente legata a  questo nome sarà il film La Ciociara. Pellicola del 1960 e diretta dal regista Vittorio de Sica, anche lui nato in quest’area. Per la precisione a Sora.

Nonostante illustri nomi come Marcello Mastroianni, Nino Manfredi ,Gina Lollobrigida, Umberto Mastroianni che hanno i natali in questi luoghi, in realtà quest’area non è molto nota al turismo e forse, diciamolo, è anche poco raccontata e conosciuta.

Ma qui sta la curiosità del viaggiatore, che cerca al di là di quello che i più mettono sotto i riflettori, spunti ed idee per calmare lo spirito curioso di sapere.

Nel cercare così posti e luoghi da raccontare, mi sono imbattuta in Homo Luppolo un birrificio artigianale nel cuore della ciociaria, che dopo alcuni anni di sperimentazione casalinga e accademici studi, da quattro mesi a questa parte ha visto l’apertura ufficiale al grande pubblico. Mi sono appassionata alla storia di Sara, Giacomo e Gianluca dal primo momento in cui mi sono imbattuta nel loro sito, mentre ero alla ricerca di storie, persone e luoghi da raccontare su questo territorio.IMG_1429

In una delle poche calde giornate d’Agosto, arriviamo a Sgurgola uno dei 91 paesi che compongono il territorio ciociaro, appartenenti alla provincia di Frosinone.

L’accoglienza dei tre mastri birrai è fresca e spumeggiante, in linea con la loro birra e io voglio sapere tutto della loro storia.

Sara, l’umanista del gruppo non a caso è laureata in lettere ed è l’ideatrice anche del nome dell’azienda, mi introduce alla loro storia quando i tre ragazzi amici da sempre e accomunati dalla partecipazione attiva verso temi di difesa ambientale, dalla passione per la birra e da grandi sogni, decisero tre anni fa di cominciare a fare le prime sperimentazioni da birrai.

Un garage di casa “espropriato” al padre di uno dei tre per necessità didattiche, notti insonni a far la cotta e giorni di attesa tra malti e luppoli in fermento e qualche bottiglia esplosa è il quadretto che mi raccontano sorridendo, quando tre anni fa è iniziata quest’avventura. Ma i tre non erano e non sono tipi da arrendersi. Anzi si organizzano e si formano, diventando bier somelier e affinano la tecnica.IMG_1424 IMG_1423

Passano così da homebrewers a mastri birrai, ça va san dire! Pochi i momenti di vacanza, e quando ci sono partono alla ricerca di birrerie più o meno famose, di quelle che amano o dalle quali comunque sono incuriositi. Passano i giorni e il sogno diventa necessità di mettersi in gioco. Così appena 4 mesi fa Homo Luppolo, crea il proprio birrificio artigianale ed ecofriendly a Sgurgola. Interessante tra gli altri il loro prossimo obiettivo: produzione ad energia pulita!

Il gruppo è affiatato, determinante per il successo di una squadra e così mentre Sara scrive i comunicati stampa e i testi per il sito, Gianluca e Giacomo ricoprono i panni degli “ingegneri” sviluppando tecnicamente il sito e ottimizzando i processi di produzione nel birrificio.IMG_1426

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Una pianta di luppolo

Insieme sviluppano relazioni con altre eccellenze locali, dando vita a delle belle sinergie per la comunità territoriale. Il perchè della scelta di questo paese? E’ presto detto. Le acque che scorgano qui sono state reputate perfette per ottenere la birra che Sara, Giacomo e Gianluca avevano in mente. Unendo a l’acqua, che è uno dei quattro ingredienti determinanti e basilari per una buona birra, orzi selezionati e con diversi gradi di tostatura, luppolo, lievito e ingredienti naturali segreti si ottengono le quattro birre che stanno conquistando gli appassionati e non solo.

Una passeggiata all’interno del birrificio, per vedere dal vivo dove tutto nasce dopo giorni di cotte e attesa. Dove meticolosità, cura e competenza si fondono con piccoli segreti di miscelazione affinati nel tempo.

Le birre Chiara di Luna, Let it be, Notre Dame e Dreizehn – attendono a questo punto di essere degustate, magari proprio con una cena tra pizza e amici dove raccontare le avventure estive tra sogni e progetti autunnali.

Con l’augurio di incontrare i nostri giovani birrai in qualche prossima manifestazione dedicata al buon cibo e alle belle storie, di eccellenza e passione chiudiamo le valigie per dar vita al primo #weekendswap, direzione Torino per vivere da vicino, non a caso l’Open Baladin Fest ed incontrare e conoscere tra shocooking ed interviste lo chef – giornalista Kumalè e la chef Caroline Noel

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