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In questo Agosto che scorre lento, tra voglia di rallentare un po’ il ritmo dedicandosi a qualche idea craft o letture slow, ho scaricato a qualche giorno dalla sua uscita il nuovo ebook di Giovanna Malfiori.  Per chi non la conoscesse lei, ossia Giovy famosissima travel blogger e animale sociale come poche è la mente e il cuore del blog Emotion Recollected in Tranquillity e non solo!
 
Lei gira il mondo, viaggia, racconta luoghi e persone da un punto di vista non convenzionale ed è per questo che mi piace. Ma soprattutto Giovy è una persona con un grande cuore. L’incontro in rete me lo aveva fatto sospettare, un’occasione favorevole e una pizza non prevista a Milano me ne ha dato conferma e la lettura di questo ebook  – Sono nata da un super eroe – mi dà la certezza totale.
 
Un’intervista, quattro chiacchiere tra amiche davanti ad una bibita fresca e da li nasce quest’intervista per raccontarvi di lei e del suo nuovo progetto.
 
 
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Tre righe per farti conoscere
Solo tre righe?
Io sono la Giovy, ho 36 anni e mi piace da matti viaggiare e adoro scrivere.
Ho cominciato a tenere i miei diari di viaggio a 6 anni. Tutto ciò che ho scritto è dentro ad un baule in camera mia.
Dal 2011 sono passata alla versione digitale del diario di viaggio: il blog. Il mio spazio sul web si chiama Emotion Recollected in Tranquillity e, per questo titolo, ho preso ispirazione da una frase di un grande uomo: William Wordsworth.
Sono molto affezionata alla cara vecchia Europa e mi piace spostarmi, per i miei viaggi, con i mezzi pubblici, soprattutto sulle Isole Britanniche, che sono il mio vero paradiso in terra. Adoro la storia contemporanea e cerco di mettere qualche percorso storico in ogni mio viaggio.
Come nasce e perchè questo e-book?
L’ebook nasce dal fatto che sentivo qualcosa dentro di me... una sorta di spinta nel voler modulare e dare nuova forma al difficile dolore di aver perso un genitore. Lo so, è la natura che vuole che i figli sopravvivano ai genitori ma è sempre dura vedere uno di loro spegnersi. Anche se hai 34 anni, come quando è successo a me.
Mi sono accorta che mia madre mi mancava molto e che più di tutto mi mancava il suo essere un po’ diversa come mamma: molto risoluta, poco portata alla protezione diretta, tanto incline a considerarmi adulta anche quando avevo 6 anni.
 
Cosa ti aspetti da questo tuo scritto?

Direi che mi piacerebbe davvero che molta gente leggesse questa storia e sorridesse con me, sdrammatizzando come ho fatto io sull’idea della morte come rottura di un legame e mettendo molta ironia su come si è stati cresciuti e educati.
Vorrei, inoltre, che il racconto venisse letto da chi conosceva mia madre e mi piacerebbe avere le loro impressioni, i loro ricordo di una donna che, infondo, nella mia Valdagno era conosciuta proprio da tutti.

Come è stato scavare e mettere a nudo i propri ricordi e le proprie fragilità?
E’ stata dura ma, allo stesso tempo, anche molto bello ed edificante. Forse cartartico.
Dovevo trovare un modo per affrontare il dolore perché l’avevo parcheggiato sul fondo del mio cuore e sentivo che quella cosa non andava bene.
Mentre scrivevo, ogni tanto, mi mettevo a ridere da sola e, altre volte, scoppiavo in lacrime perché il ricordo era troppo forte e la nostalgia pure.
Io non mi ero mai resa conto della forza del rapporto madre-figlia tra me e la Bruna. Siamo sempre state molto uguali e per questo ci siamo scontrate all’infinito ma dentro le nostre scintille c’era davvero tanto amore.
E’ bello arrivare a 36 anni e scoprire che, dentro di te, c’è molto di più di tua madre di quello che avevi mai pensato.
 

Come mai un ebook sulla tua vita privata e non uno sui viaggi?

Perché volevo fissare con parole il ricordo di mia madre. Una mamma non si scorda mai ma io vorrei ritrovarmi tra molti, moltissimi anni, a rileggere tutto e sorridere di nuovo come il giorno in cui ho iniziato a scrivere. Volevo anche mettere mia madre dentro le parole e renderla così eterna, così come il nostro rapporto che non si spezzerà mai.

Lo diceva Shakespeare “So long lives this, so long live thee“. Ho scritto questo ebook anche per spiegare qualcosa in più su come sono fatta.

 
Dopo aver viaggiato tanto, se tua madre fosse qui dove ti piacerebbe portarla per una chiacchierata tra super – eroine?
Questa è una scelta difficile ma credo la porterei a Cuba.
Ho fatto vari viaggi sull’isola e ogni volta che tornavo lei aspettava proprio che le raccontassi tutto… molto più di altre zone del mondo.
Mi ricordo ancora che, dopo il primo viaggio sull’Isla Grande, mi ascoltava in silenzio come poche altre volte nella sua vita.
Se non la portassi a Cuba, il nostro viaggio sarebbe sicuramente verso il Senegal... paese che lei adorava.
L’Africa era proprio nel suo cuore e spesso, d’inverno, lei e mio padre passavano 2 o 3 mesi proprio in Senegal.
 
Ma in questa celebrazione di tua madre, tuo papà non sarà stato un po’ invidioso?

Sai che me lo sono chiesta anch’io? Non credo proprio sia geloso anche perché sa quando è importante per me.
Lui è uno che manifesta poco le sue emozioni e i suoi sentimenti ma quando gli ho raccontato di aver pubblicato questo ebook lo sentivo sorridere al telefono. E’ stato bello e per me ha voluto dire molto.
Magari scriverò la seconda puntata… in cui parlo del super-eroe maschio!

Sogni e progetti futuri?
 
Quanto tempo e/o spazio ho?!? 🙂 Sogni tanti, progetti ancora di più.
Mi piace mettere impegno nelle cose che faccio e do tutta me stessa. Vorrei tanto continuare a scrivere e riuscire a vivere delle mie parole.
Da poco sono diventata freelance e ogni giorno è sia una lotta che una piccola conquista. Se la Bruna fosse ancora viva sarebbe la prima a spronarmi in questo mio nuovo percorso. In questa mia nuova vita da scrittrice e lavoratrice freelance il mio unico rammarico è che lei non ci sia, che io non possa telefonarle per raccontarle di questo o di quel cliente, oppure del fatto che sono felice perché mi è stata pagata una fattura.
Share & enjoy,
Barbara
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