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Vacanze brevi? Voglia di un weekend tutto speciale?

Ecco un’idea per scoprire una cittadina incantevole: Bormio. Qui una cornice opera di una madre natura generosa e maestosa, contribuisce ad aggiungere fascino e bellezza a questo luogo racchiuso tra le alte montagne.

L’arrivo in macchina è dei più suggestivi. Dopo aver percorso una galleria di circa 12 km, la vista si apre su un paesaggio unico. Colori contrastanti ed armonici, il blu carico del cielo, il verde degli alberi e il grigio intenso delle montagne.

Se dici Bormio, dici terme. Infatti qui sorgono quelle risalenti all’antica Roma. Già da allora si affidava all’acqua ed ai magnifici luoghi il recupero del benessere fisico e la rigenerazione dello spirito, riassunto nel motto salus per aquam, il cui acronimo SPA indica, ancora oggi, i luoghi del benessere.

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Qui i Bagni di Bormio con QC Terme continuano la filosofia della SPA della Roma imperiale con i propri Centri Benessere, in grado di regalare emozioni uniche e senza tempo, momenti di evasione e di assoluto relax. Due bagni per due strutture ricettive a seconda gusti e stili. L’hotel Bagni Vecchi dal gusto romantico e dal profumo di abete, regala fascino e dettagli di stile ai suoi ospiti. Dalle ceste di mele rosse lungo i corridoi, dal succo di questo frutto e piccole dolcezze all’arrivo degli ospiti, fino ad un cadeau sempre diverso che troverete ogni sera sul letto al ritorno dalla spa in serale.

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Un ambiente suggestivo dal quale non potevo non rimanere affascinata. Alloggiando inoltre i Bagni Nuovi o i Bagni Vecchi, è possibile usufruire di entrambe le strutture termali e raggiungerle grazie ad un comodo servizio navetta, a disposizione per gli ospiti.

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Numerosi e particolari sono i percorsi benessere che si possono fare all’interno dei Bagni Vecchi.  Dai bagni Romani conosciuti fin dal I secolo a.C., ai Bagni dell’ Arciduchessa così chiamati in onore dell’ Arciduchessa d’Austria che trascorreva i periodi estivi ai Bagni Vecchi di Bormio. Affascinante e misteriosa la Grotta Sudatoria di San Martino che conduce a una delle sorgenti nel cuore della montagna, i Bagni Medioevali, i Bagni Imperiali e la Piscina panoramica che spazia sulla Magnifica Terra.

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DSC_0047 20140713_083409_1Il complesso dei Bagni Nuovi, invece, annesso al Grand Hotel è invece una realtà più ampia, fatta di aromi, luci, immagini e colori tutti naturali.

Tra i vari percorsi e vasche particolarmente suggestivo è il ritrovarsi nella piccola casetta adiacente, componeva il “Bagno delle pecore” utilizzato, a seguito di una servitù che risale al XII sec., per lavare in acqua termale calda il vello degli ovini prima della tosatura. Il “baitel” serviva da spogliatoio riscaldato per il pastore che poi entrava nelle vasche per procedere al lavaggio degli animali; le cascate adiacenti completavano il risciacquo.

Da immersione a immersione si arriva fino alla Baita di Lucina che è invece, una bio sauna panoramica, con musicoterapia, per un´azione rigenerante sulla pelle ed un completo relax psico-fisico. La sauna  rivestita con una “boiserie” in circolo dei primi dell´ottocento, tipica opera dei maestri falegnami valtellinesi, e ripropone l’ambiente e l´atmosfera delle baite di quel periodo. Suggestivo il lampadario, un autentico luster, dove venivano agganciate le chiavi della casa e che, secondo la tradizione popolare, proteggeva la baita dagli spiriti del male.

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Da non perdere la possibilità, oltre che di soggiornare in uno dei due hotels dove lo staff ha pensato a tutto pur di sorprendere con stile ed eleganza i propri ospiti, anche di una cena presso il ristorante Salone dei Balli  del Grand Hotel. Qui la cucina firmata dal giovane e talentuoso chef Dario Menaglio sa sorprendere per l’equilibrio tra prodotti territoriali di altissimo livello e creatività verso una cucina fatta anche di sperimentazione.

In questo luogo suggestivo, lui cerca di mettere tutti a proprio agio, c’è voglia e si sente, di far star bene gli ospiti, attraverso non solo una ricerca e cura delle materie prime, ma anche attraverso la gestualità verso il cibo.

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La sua è una bella storia, quella di un giovane studente che mentre a valle si formava presso l’istituto alberghiero, sognava un giorno di entrare a far parte di questo posto. Il sogno si è avverato e da qualche anno a questa parte segue la cucina con continuo fermento.

Legato al territorio e alla terra, attento conoscitore dei prodotti e con una sana passione agricola nel suo DNA, quando non lo si trova nelle cucine lo si può scovare nell’azienda agricola di famiglia. Semplicità, capacità di confronto e d’ascolto sono di certo le carte vincenti di questo chef.

Capace di destreggiarsi tra i pizzoccheri di Teglio, fatti rigorosamente con la farina di grano saraceno e casera della famiglia Farini e un semifreddo all’amaro Braulio con fondente tiepido e tuille croccante, lo chef Dario Menaglio vince la sfida con chi cerca in questo luogo il benessere. Benessere non solo light, ma anche qualità delle materie prime, ricerca e rapporti umani con i fornitori che portano a costruire una sintesi perfetta di gusti che si racchiude nell’assaggio dei suoi piatti.

Credete che sia un lusso e impossibile? Rompiamo i preconcetti, perché una cena qui con un menù degustazione costa 38 euro. Cosa dite si ritorna tutti insieme? Personalmente il weekend trascorso in questi luoghi mi ha dato il gusto di riprogrammare un nuovo break in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia.

Share & enjoy,

Barbara

 

 

 

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