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Ci sono destinazioni per le quali è bene programmare il loro raggiungimento con lo slowtravel. Viaggiare lento. Una di queste è Bergen. Si lascia Oslo, quando la città è ancora avvolta in un leggero torpore mattutino. La stazione ferrovaria brulica invece di passeggeri alla ricerca del proprio binario, pronti a nuove partenze. Noi tra le mani i biglietti di Fjord Tour, Norway in a Nutshell. Solo ora, dopo aver provato personalmente questa esperienza, posso definirla un triathlon di emozioni, paesaggi e mezzi di trasporto. 48 ore di pura gioia rese possibili grazie a #osloswap

DSC_0463 Seduti in carrozza il treno parte puntuale. Da lì a breve il paesaggio diventa quello delle favole. Lo sguardo si perde tra le infinite distese di prati che si trasformano in dolci colline, fino a diventare montagne. Il treno veloce che sembra quasi danzare tra morbide curve e infiniti giochi di entrata ed uscita dalle gallerie, diventa il mezzo ideale per rimanere affascinati dalle casette di vacanza in legno rosso che punteggiano il paesaggio. Laghi ghiacciati, piccoli iceberg, cascate e ruscelli che cominciano a sciogliersi donando movimento al paesaggio. Il viso e il finestrino diventano un tutt’uno. Piccole soste in altrettante piccole località, regalano una pausa prima di arrivare alla prima tappa importante di questo percorso: Myrdal a 1200 s.l.m DSC_0501 Qui si attente lo storico treno – Flamsbana- che condurrà nel piccolo villaggio di Flam che affaccia sui fiordi di Aurland e Naeroy, dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità DSC_0514 Arriva sbuffando, ricordando il famoso Polar Express. Le sedute in legno e i corrimano in ottone, non nascondono l’età. Su quest’opera dell’ingegneria ferroviaria si percorrerà una delle ferrovie più ripide al mondo su binari normali. La pendenza è di 55/1000 su quasi l’80% della linea. I tunnel serpeggianti sono prova della migliore ingegneria nella storia delle Ferrovie Norvegesi. Un percorso lento, che permette di ammirare nuovi paesaggi. Lo sguardo si restringe, perché si è avvolti dalle altissime montagne. In cima qui e là è possibile scovare qualche ghiacciaio, o addirittura il punto d’origine delle numerosissime cascate, che come le stelle sono impossibili da contare. La Flambana si ferma. Un’ampia piazzola di legno permette a curiosi passeggeri di avvicinarsi alla cascata dalla portata più ampia che vedrete. Si ritorna bambini, combattuti tra il desiderio di vedere da vicino e il ritrovarsi zuppi dai rimbalzi d’acqua. Il pensiero e le azioni sono combattute alla ricerca della scelta migliore, quando all’improvviso l’udito percepisce una musica celtica che si diffonde tra il silenzio della natura. Sembra un sogno. La vista lo rafforza. Una fata dei boschi di rosso vestita, spunta danzando da dietro una casa diroccata sulla montagna. Lo stupore e l’emozione rapisce lo spettatore. DSC_0525 DSC_0539 Il treno sbuffa due volte, richiamando l’attenzione dei passeggeri, mentre questa magica creatura sparisce con la leggerezza e il mistero con la quale è apparsa. Si risale a bordo. Comincia il tratto ferroviario più suggestivo e con la massima pendenza. Se non fosse un treno potrebbe sembrare quasi una cremagliera. Ancora piccoli e deliziosi villaggi contribuiscono a creare questo paesaggio naturale, ancora più suggestivo. Si giunge a Flam dove si ha il tempo di fare una piccola passeggiata, pranzare in uno dei caffè oppure comprare qualcosa al piccolo supermercato locale e fare un picnic vista fiordo. DSC_0545 DSC_0573 DSC_0578 Vi sentirete un tutt’uno con la natura. Il tempo di respirare a pieni polmoni e poi via verso il traghetto. Due ore di navigazione nel fiordo, per poter intravedere le casette colorate dei pescatori, o spunti di vita locale. La passione per la navigazione, per un barbeque oppure per un bagno nel fiordo nonostante ci siano solo 15 gradi di temperatura, vi farà riflettere sulla soggettività del concetto caldo/freddo. DSC_0604 DSC_0623 Dopo due ore si giunge a Guvangen, un borgo grande quanto un piazzale di sosta, ma bello come neanche la più fervida fantasia potrebbe disegnarlo. Case perfettamente mimetizzate con il paesaggio, tetti con bellissimi prati verdi e pareti che sembrano fatte con corteccia di albero. Inserti di ferro con effetto corten, regalano l’ulteriore tocco di stile. Vien voglia di rimanerci. Ma li a due passi c’è un autobus che aspetta per partire verso Voss. Da qui prenderemo l’ultimo treno che ci farà giungere a Bergen alle 22 circa. Ma la Norvegia e gli organizzatori di questa splendida tratta – Fjord Tour – hanno riservato un’altra sorpresa: il passaggio attraverso la strada più panoramica, tortuosa e con la pendenza maggiore di tutta la nazione. Preparatevi anche voi a sentirvi il cuore in gola. La natura e l’ingegno umano vi servirà uno dei “parchi giochi” più belli del mondo. E’ tempo di cena, ma il sole è ancora alto. La stanchezza dopo 12 ore di viaggio potrebbe farsi sentire, ma le suggestioni naturali vi faranno giungere a Bergen nonostante la tarda ora, carichi come grilli.DSC_0615 DSC_0640 DSC_0650 DSC_0657 DSC_0686 DSC_0708 DSC_0712Una passeggiata lungo il porto, per sbirciare tra i banchi dei pescatori che stanno definitivamente chiudendo, dopo una lunga giornata di lavoro e cercare un locale dove rinfrancarsi e ripetere a se stessi che quello che avete visto non è stato un sogno, ma la realtà di una nazione che continua a far girar la testa con la propria natura e paesaggi.

Ma cosa sarebbe questo racconto, se non fosse anche corredato dagli scatti del soul photographer Davide Tiezzi?

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Barbara

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