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Roma è una città che riesce ad avere contemporaneamente diversi volti e sfumature: metropoli, capitale, città d’arte e città sacra.

E, nonostante il rischio di cadere in luoghi comuni e stereotipi da turisti giapponesi…è ancora capace di stupire!

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Oggi vogliamo portarvi a Testaccio, quartiere popolare, dove pulsa il cuore della romanità e che ancora conserva quel sapore familiare e caratteristico della vera Roma. Un breve itinerario da fare a piedi per scoprire o riscoprire luoghi, sapori, odori, volti e talenti cittadini.

Arrivare è semplice: fermata Piramide della Metropolitana. Direzione, appunto, Piramide Cestia. Già dietro le sue mura si trova la prima sorpresa, famosa, ma non così conosciuta e visitata, il cimitero acattolico degli stranieri.

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Risalente ai primi del ‘700, è un luogo tutt’altro che macabro, anzi, ha via via assunto un fascino particolare che lo rese caro agli artisti romantici. Qui infatti riposano moltissimi poeti, scrittori, architetti: Shelley, Severn, Reinhart, il figlio di Goethe, John Keats, Carlo Emilio Gadda, oltre a Gramsci e Antonio Labriola.

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Tra gatti che vegliano il loro poeta preferito e le antiche mura della città, troviamo anche un bel signore col panama, scrittore per puro piacere personale, che viene qui a passeggiare e riflettere sul suo prossimo racconto.

Uscendo da qui, facciamo due passi e imbocchiamo via Zabaglia, avendo davanti il monte dei cocci e raggiungiamo il mercato rionale di Testaccio. Dopo aver girovagato tra i banchi, un consiglio: non perdetevi il cornetto del bar All’angolo (quello nella foto in basso!). Veramente squisito…

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E a questo punto, rinfrancati e felici, ci affacciamo nell’ex mattatoio di Roma, sede ora del MACRO, il museo d’arte moderna.

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Ma ancora una sorpresa gradevole e un’altra sosta per noi. Come al solito curiosi, sentiamo una piacevole musica e la seguiamo. Entriamo così in un ambiente di note e cultura, accolti con gentilezza dai “padroni di casa”, che ci raccontano della Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Incontriamo Italo, trombettista salernitano che si esercita per i suoi prossimi concerti. E Aldo, che solfeggia in un’altra aula attrezzata.

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Usciamo leggeri, quasi trasportati dalle note e subito ci imbattiamo in un’installazione che ci lascia a bocca aperta e a naso all’insù! Ecco all’interno del MACRO, Big Bambù, progetto di Enel, fatta in bambù e su cui si può salire e ammirare il Testaccio da un punto di vista privilegiato.

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Chiudiamo la nostra passeggiata romana respirando il clima accademico della facoltà di Architettura all’interno del mattatoio. Ambiente stimolante, con i suoi mattoni e l’acciaio, fortunatamente ormai riconvertiti in anima culturale del quartiere Testaccio, a confermare la vitalità e l’energia popolare.

testaccio Collage5Davide Tiezzi

 

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