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Per fare un tavolo ci vuole un albero – così cantava Sergio Endrigo, quando nel 1974 anno di uscita del suo 45 giri, il progetto Sikalindi doveva ancora nascere.
Sikalindi in greco antico, significa fico d’india, perché proprio dallo scarto dei rami di questa pianta, nasce la singolare fibra che viene oggi trasformata in elemento d’arredo.sikalindi Collage3

Questa pianta che caratterizza il paesaggio salentino, parallelamente agli interminabili muretti a secco e alle distese di alberi d’ulivo, è stata trasformata da elemento infestante, dopo 5 anni di ricerca e sperimentazione, in materiale capace di supportare progetti di eco-design.DSC_0144A riprova del grande lavoro imprenditoriale, capace di unire tradizione e innovazione, Marcello Rossetti – uno dei titolari dell’azienda Sikalindi –  ha ritirato da poco l’Oscar Green 2013, conferito da Coldiretti e il premio Ecodesign di Fondazione Sviluppo Sostenibile.sikalindi Collage4Ho avuto modo di conoscere Marcello lo scorso anno in Triennale a Milano, e già da allora avevo in mente di raccontarvi di lui e dell’azienda che rappresenta. Finalmente ora, sono riuscita ad incontrarlo e ve ne posso parlare con la gioia nel cuore.
Lui che con energia, grinta ed un pizzico di follia cura, tra le altre cose, la comunicazione all’interno dell’azienda di famiglia, mi illustra il difficile e delicato processo che trasforma un materiale di scarto – i clododi, ossia le pale recise della pianta di fico d’india – in oggetto del desiderio.DSC_0153L’azienda che lui rappresenta, Sikalindi, è un concentrato di quella solarità e colore salentino, unito a quella capacità di saper guardare oltre che spesso è attribuita ai paesi d’oltralpe.
Questo approccio così visionario, ha portato la fibra di fico d’india a farsi strada all’interno delle ultime due edizioni del Fuori Salone, la prestigiosa manifestazione milanese dedicata all’arredo di design, dando vita all’incontro con il designer Sandro Santantonio.sikalindi Collage1Mi ritrovo così in un pomeriggio di incontri e conoscenze a tu per tu con nuovi oggetti di design. Lo showroom di Sikalindi, in via Libertini a Lecce risplende con le nuove collezioni firmate dal famoso designer. I tavoli da caffè della collezione Meleto, dalle linee pulite, toni morbidi, texture naturali, catturano la mia attenzione. Dettagli di stile, ricercata semplicità che sanno sorprendere, affascinare e volerne avere presto uno nella propria casa.sikalindi Collage2Mobili e complementi d’arredo che portano in ognuno di essi, non solo una sintesi estetica, culturale e territoriale, ma anche la storia di una famiglia che con dedizione, perseveranza e caparbietà ha saputo vedere oltre le apparenze.
Cosi, mentre si accendono le luci del centro di Lecce, e il Duomo con la sua famosa pietra dai morbidi toni, assume nuovi colori al chiarore dei lampioni, approfitto per chiedere a Marcello qual è il suo sogno nel cassetto. E lui, con la sua contagiosa energia, mi svela che vorrebbe riuscire ad aprire dei monomarca Sikalindi.DSC_0122Nell’attesa che questo ed altri sogni si realizzino, mi auguro di incontrare, magari tra qualche mese, questa straordinaria realtà, al prossimo Fuori Salone o addirittura al Salone del Mobile.
Perché il Salento non e’ solo –lu mare lu sole lu vientu – ma anche cultura, ricerca e design.
Pronti allora a partire?

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