Tag

, , , , ,

Ci sono cose che succedono un po’ per caso, in un caldo sabato pomeriggio di Maggio. Nasce così questo incontro e questa mia prima intervista nel mondo del calcio.

Moreno Longo, nato e cresciuto nel vivaio del Torino, racconta di sé e del suo ruolo di allenatore dei ragazzi della Primavera granata. Piacevole e frizzante chiacchierata dopo una brillante vittoria fuori casa contro l’Inter, su un prato verde PANTONE EMERALD (colore dell’anno 2013) all’interno del circolo sportivo Giacinto Facchetti di Milano.

Io e Moreno Longo

Seguo il calcio da diversi anni, ma confesso che non  mi applico molto nell’apprendimento delle regole. Manco le basi”, direbbe il buon Brega nel film di Verdone.

E allora, cosa mi affascina? Bhè, tutto quello che ruota attorno, analizzando e raccontando una partita dal mio punto di vista.

Ho osservato Moreno da bordo campo per tutta la durata della partita. Carico, energico, elegantemente easy. In pieno spirito della squadra. Novanta minuti per fotografare il trendy che calca il rettangolo di gioco.

Scarpini fluo: 22 paia differenti, personalità e personalizzazione anche su quello che fino a qualche anno fa era semplicemente uno “strumento” di gioco, solo tecnico e poco…fashion!

Capelli stilosi, atteggiamenti un po’ da divi, anche se sono nella squadra Primavera, i ragazzi sono lo specchio dei loro cugini maggiori.

Giovani promesse che sono allenate, valorizzate, ma certamente anche educate e fatte maturare con attenzione.

Sono fortunati, penso. Moreno Longo è il loro allenatore, saprà sicuramente indirizzarli.

Nato e cresciuto nel Torino, mi racconta la filosofia di questa squadra, i valori. Rispetto per le regole, perseveranza e sacrificio per quelli che saranno i campioni di domani, ma anche e soprattutto, uomini del futuro. Non faccio fatica a pensare che siano i suoi valori, da come parla, si vede che crede in ciò che dice. Sorride, gentile e disponibile, elegante e garbato. La semplicità dei grandi. Niente atteggiamenti in Moreno, ma passione per il suo lavoro. Non solo calci d’angolo e fuorigioco da evitare, ma anche insegnamenti di vita ed educazione.

willy barbosa

Racconta e stimola il rispetto per la storia e i predecessori e sorride divertendosi quando, su mia precisa domanda (non poteva mancare!), confessa “Mi piacerebbero un po’ meno scarpini fluo in campo, ma forse sono io ad essere un pò antico!” scherza Moreno.

Mi dice che è un figlio del Filadelfia (non la città americana…il campo dove giocò il Grande Torino, ndr) e che è diventato prima uomo e poi calciatore con la maglia granata addosso, arrivando a giocarci in serie A.

davide tiezzi

Ora che è dall’altra parte, come allenatore, cerca di trasmettere questi valori importanti a dei ragazzi che sono molto influenzati dalle aspettative dei genitori, dei procuratori e dei media. Naturalmente non tutti riusciranno a sfondare e proprio per questo “E’ necessario trasmettere la solidità di valori quali perseveranza, correttezza, umiltà, volontà” puntualizza il mister.

E intanto, mentre scherzo con un giovane calciatore che appena uscito dallo spogliatoio si specchia e si dà un’ultima passata di gel, auguro a Moreno che il suo sogno di arrivare ai vertici dello sport che ama si avveri.

La sua allegria e quella dello staff mi pervade (certo, hanno vinto e questo aiuta…porto fortuna!), attendo il prossimo fischio d’inizio!

Non capirò forse mai nulla di possesso palla e tattiche, ma di certo grazie a Moreno Longo credo che questo potrebbe essere solo il primo articolo a bordo campo. Ma a modo mio!

Enjoy,

Barbara

Annunci