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C’è un giorno all’anno che amo più di tutti gli altri, quello del mio compleanno! Non tanto per i regali in sè, ma per l’emozione dell’attesa, la preparazione della sorpresa, la lotta nel dietro le quinte delle idee, affinchè prevalga quella vincente e il sapere che alle tue spalle  c’è una regia  attenta e scrupolosa pronta a far scattare il “wow factor”.

Quest’anno, se esistesse un Oscar Special Surprise Bday, dovrei proprio assegnarlo per: l’originalità, la presentazione, la capacità di leggere oltre! Perchè in tutto questo super regalo era presente anche un corso di cucina!

E che corso! Alla lettura della location e del docente, per un momento mi sono sentita pietrificata dal terrore!

29 Ottobre – Cooking Class con Claudio Sadler

Sorvoliamo i dettagli, il viso paonazzo, l’ansia da prestazione, l’idea madovedevoandareio, mapoverame, machefigurabarbina….. insomma tutte quelle cose che ti passano per la testa quando devi relazionarti con grandi maestri e andiamo dritti al sodo!

Lunedi ore 16.00 mi ritrovo all’interno delle cucine del Ristorante Sadler, pronta  e con un unico obiettivo fare meno danni possibili e giungere integra a fine serata. L’obiettivo è “imapare”, parola grossa, a cucinare per noi e per i nostri ospiti che ci avrebbero raggiunti alle 20.00, per gustare il seguente menù:

Shabu Shabu di pesce spada e polipetti, crema di squacquerone, foglie di shiso e uova di pesce volante

Zuppa di granchio alla thailandese con raviolini

Pesce Spatola in carrozza con pesto di  rucola e pomodori candidi

Mousse di zucca, gelato al pepe e marshmallow al caffè

Il grembiule d’ordinanza è stato indossato, capelli legati e mani lavate. La cucina attende. Piccoli segreti di organizzazione logistica si svelano alle mie orecchie. Combattuta tra il seguire bene la lezione o guardarla attraverso la mia Canon, per fare mille scatti ricordi, decido di seguire per un po’ la seconda strada.

Me ne guardo bene, nell’accogliere l’invito dello Chef nel pulire il pesce spatola, utilizzando i suoi super coltelli made in Japan. Troppo difficile!

All’interno della cucina, ci muoviamo come piccoli paperotti al seguito della mamma chioccia, goffi e spaesati ma desiderosi di cogliere, qualche spunto in più, per sorprendere i nostri futuri ospiti tra le intime mura domestiche.

Rimango affascinata da quest’uomo e da tutto lo staff. Ognuno specializzato nelle varie portate, dall’antipasto al dolce. Un team giovane, frizzante e divertente, capacere di cogliere e anticipare le esigenze e l’estro creativo del “direttore d’orchestra” . Ho mille domande, ma devo tacere. Le mie sinapsi sono molto concentrare sul lemongrass, sul pacojet, sull’isomalto e sull’assorbire tutte queste sensazioni capaci di generarmi un sorriso composto da stupore e ammirazione.

Il tempo scorre, la testa mi scoppia nel cercare di capire le magie della chimica, della fisica, della conoscenza, della curiosità e della creatività per realizzare il dolce e non solo. Ora capisco cosa c’è dietro i prezzi che non sono proprio alla portata di tutti. C’è ricerca, c’è studio, ci sono tante di quelle stesse cose che spesso mi ritrovo a condividere durante i miei workshops di giftwrapping.

Voglio tornare a casa potendo dire di aver capito bene come si fa la pasta fresca. Mi applico e  riesco a collaborare con il team dei primi, contribuendo a mettere un raviolino in più nella cena! Sono felice, anche questa paura è superata.

Arrivano in un battibaleno le 20.00, inebriata da profumi e senzazioni. Le bollicine ci attendono per brindare e ringraziare Claudio Sadler per la pazienza e il mio ospite, per avermi   portato a vivere in prima persona questa avventura.

La cena è pronta a tavola….e chi la serve? Ah bhè sempre noi della Cooking Class. Che coup de théatre! Ancora un paio di andirivieni dalle cucine, impiattiamo e serviamo! La pentola di rame mi attende e verso con classe (parole dello Chef) la zuppa thailandese ai miei commensali, Claudio Sadler compreso, che povero lui ha dovuto rispondere alle diverse domande in serbo per lui.

Grazie Claudio, per aver aperto le porte della tua “casa”, per aver condiviso con noi con soffice semplicità la magia e il piacere di preparare il cibo, per aver dato l’opportunità di conoscere da vicino  chi come te, ha fatto di una passione una filosofia di vita,  sapendo cogliere i profumi di viaggio e le sensazioni dell’arte e riassumendole con l’abilità di un grande Maestro, concedendo a noi il privilegio di gustarele, rimanere incantati dalla bellezza e dall’estro creativo della tua genialità

p.s. mai e poi mai avrei pensato che un piatto nascesse dall’immagine finale d’insieme  o dalla coreografia di presentazione e chissà che in questa serata di Halloween mi metta in moto per qualche divertente alchimia culinaria!

Enjoy,

Barbara

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