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Avete mai provato a guardare una città seguendo il filo conduttore di un colore?

A me è capitato per caso, nel trascorrere dei giorni in una delle città Imperiali, Marrakech. 

Ripercorrendo il viaggio al ritroso, ci si accorge che già dall’arrivo, dall’aeroporto di Menara si viene avvolti da una facciata della struttura, che ricorda un fuoriscala di quei meravigliosi tessuti a nido d’ape, freschi e avvolgenti. Arcate fluide e parasole sui vetri che ricordano pizzi e merletti usciti dal baule della nonna, ma che tanto sono in voga anche sulle passerelle! Si prosegue verso l’isola felice, all’interno del riad La Villa Marrakesh, accompagnati dal solerte autista che in un misto di francese e inglese, tenta di raccontare usi, costumi e stranezze locali.

Il turbillon della città si manifesta fin da subito e organizzare un soggiorno con una guida, un autista o un tour in calesse, potrebbe essere una buona idea per gustarsi il meglio di questo luogo. Scordatevi, salvo che non siate degli intrepidi temerari di poter guidare!

Rilassatevi e fate vostro almeno per qualche giorno il detto marocchino ” la fretta è del diavolo, la calma di Dio”.  Il Riad La Villa Marakkech, vi aspetta per essere coccolati viziati da Simone e Olivier, che hanno saputo valorizzare un luogo storico, unendo stile, tradizione e confort.

Prima dell’arrivo però, attraverserete il cuore della Kasbah, il quartiere storico all’interno delle mura della città, dove le strade e vicoli brulicano di gente avvolta nella magia dei fumi delle brochettes (spiedini di pollo, manzo o interiora) che vengono servite stile street food a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Il passaggio  forte e rumoroso sarà essenziale per cogliere la pace che si respira una volta giunti a destinazione, dove oltre la squisita ospitalità si unisce alla bontà ineguagliabile dal tè verde alla menta preparato da Mohamed e servito con le dolcezze locali. Gustatelo nell’American Spa, ossia la Jacuzzi sul roofgarden, dove la vista sul Palazzo Reale è impagabile; aspettate il tramonto e godetevi il passaggio delle cicogne che con leggiadria ed eleganza sorvoleranno sopra le vostre teste.

Una passeggiata nel quartiere prima di cena, sarà il degno aperitivo culturale per gustare poi le bontà di Miriam, la cuoca del Riad. Un Tajinè di agnello con datteri, noci, prugne e albicocche vi conquisterà, regalandovi un sorriso culinario.

All’alba di un nuovo giorno, preparatevi a lasciarvi rapire dalla bellezza dei Giardini Les Majorelles, parco curato dalla fondazione Yves Saint Laurent. Un Mix di colori e stimoli fotografici da farvi venir voglia di prenotarlo tutto per la vostra prossima festa. Non perdete l’occasione per fare shopping nella boutique di fronte, 33 rue majorelle, all’interno della quale sono selezionati rari esempi di designer e artisti  contemporanei locali.

Una visita a Marrakesh non si può definire tale, se non si fa un salto nella piazza principale la Djermaa el Fna, dichiarata dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità. Dopo esser stati rapiti da suoni, odori, attività incessanti degli incantatori di serpenti, venditori di succo d’arancia, tatuatrici all’hennè…, percorrete la Rue Mouassine in fondo alla quale tra un Funduq e l’altro vi troverete un Riad Cafè Le Buganvillier, con graziose sedute in finta pelle di struzza fucsia, tavoli in ferro battuto con piano in ceramica bianca ed incastonature di altri tasselli colorati che formano fiori dalle linee pulite e moderne. Rilassandosi, all’interno di questa piccola oasi, si osserva il passaggio e la vita frettolosa che scorre in esterno.

Tra queste viuzze e vicoli (Dar) cercate la giovane designer Lalla, che nel suo piccolissimo negozio in Rue Mouassine si distingue per la semplità espositiva e l’originalità delle sue creazioni in tessuto, dedicate all’ abbigliamento e accessori per bambino.

Di ritorno al vostro Riad, non potrà mancare una sosta in un Hamman, oppure a potrete prenotare un massaggio rilassante o altri trattamenti all’interno de La Villa Marrakech. Qui non rimarrà che scegliere il vostro olio essenziale e lasciarsi trasportare e abbandonarsi, magari anche in un sonnellino.

Non si può andar via da questa terra, senza aver visto ancora altri tre posti, che sono fucsia nell’animo. Un’escursione ad Essauira, città di affacciata sul mare; un pit stop lungo la strada, alla  cooperativa delle donne che producono olio di Argan con visita guidata gratuita e terzo e ultimo posto il ristorante ad Essauira La Découverte.

Qui una coppia di giovani francesi aperti, solari e divertenti ha dato vita non solo alla propria passione nella ristorazione, ma hanno anche abbracciato un progetto di sostegno allo sviluppo di un’altra cooperativa femminile. Con passione ed etica contribuiscono allapromozione e alla valorizzazione della cultura e popolazione locale. Dimenticavo, e se il vento che soffia dall’oceano vi mette un po’ di freschetto, non c’è nessun problema, vi verrà dato un poncho per continuare a gustarsi pranzo e paesaggio in tutta tranquillità

E ora di che colore sarà il vostro prossimo viaggio?

Enjoy,

Barbara

 

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