Dal bus, in viaggio tra Mokpo e Yeosu. Rifletto mentre dal finestrino passano campi di riso e ogni tanto coltivazioni di the’.
Pensavo alla mia attrazione verso i luoghi di confine, e per quelli alla fine di uno Stato, una regione, “finis terrae” insomma.
 
Ieri osservavo i treni fermi nella stazione di Mokpo, estremo sud della Corea del Sud: davanti a loro il binario era finito. Da li’ si torna indietro. O si rimane. Ecco, mi incuriosisce sempre come si vive in questi luoghi, secondo me c’e’ qualcosa di particolare in questa gente.
Ripensavo anche al mercato di Mokpo. Al ritorno guardero’ le foto (…quelle della Nikon!), ma so che non saranno sufficienti, ci vorra’ per molte di esse un racconto. Come spiegare altrimenti solo con un’immagine il vapore dei ravioli che si cucinano e che annebbia gli occhiali e l’obiettivo, l’odore che emana il cavolo del ripieno, le urla incomprensibili del venditore di tentacoli di polipo affumicati?
Anche in questo momento, sul sedile davanti a me c’e’ un monaco grigio-vestito che fa un odore di incenso misto a fumo…difficile da spiegare, ma sono cose che rimarranno con me e che spero di riuscire in qualche modo a raccontare.
 
Davide Tiezzi
Viaggiatore & Fotografo
 
 
Annunci