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La cosa che fin da bambina amavo era conoscere le storie ed i meccanismi che c’erano nel dietro le quinte del mondo del teatro, della televisione, della pubblicità.

Di quelle realtà che vedevo ma solo come spettatrice, quest’anno così un po’ per caso sono diventata una piccola ospite all’interno del mondo della TV. Ma quante persone lavorano? Produzione, regia, redazione, tecnico luci, tecnico audio, truccatori, parrucchieri, costumisti e si gli ospiti! Insomma un modo di persone, simpatiche, divertenti, ognuno con la propria personalità e con tante storie da raccontare.

Idea! Intervistona! Così soddisfo la mia curiosità e spero anche la vostra.

Il primo a rompere il ghiaccio è Luca, il tecnico delle luci di Buongiorno Cielo. Non aggiungo altro.

Luca, quando e da dove nasce questa tua passione e lavoro?

Mah…. verso la fine del 1991, complici una serie di vicissitudini, mi ritrovai catapultato nel mondo del teatro come trasportatore di scene. La prima volta che vidi un allestimento teatrale ne rimasi rapito. Cos’è, se non la luce, ciò che ognuno di noi insegue nella vita, in qualsiasi campo?  Da quel momento decisi che prima o poi quella sarebbe stata la mia professione!

Qual è l’esperienza professionale che porti nel cuore, che hai trovato formativa anche sotto il profilo umano?

Ogni esperienza  professionale che ho avuto ha generato in me una crescita professionale ed umana. Le due cose sono strettamente legate. Con la crescita a livello umano si affina anche la sensibilità e le luci, credimi, sono al 25% tecnica ed al 75% sensibilità…. Certo… “Buongiorno Cielo”, l’ultima mia “Fatica”, ha lasciato il segno…. Paola… i ragazzi della squadra…. Tu…. Vi porto ogni giorno con me.

A che ora inizia il tuo lavoro e qual è la caratteristica di un bravo tecnico delle luci?

In questa ultima esperienza mi svegliavo alle 3,30 del mattino ed alle 5,00 ero già negli studi per provare le apparecchiature… Credo che un buon tecnico delle luci debba prima di tutto avere ben chiari i propri limiti tecnici e cercare di eliminarli (qualcosa resterà sempre…)con l’aggiornamento (ove sia possibile…). Una gran dote da sviluppare ed affinare è (scusate la rima) il saper ascoltare. Bisogna tentare di capire ciò che l’artista di turno vuole ottenere con le luci….l’atmosfera in cui vuole immergersi… Io adoro quando mi occupo del disegno luci negli spettacoli teatrali proprio perchè si vive di queste emozioni.

Come la tecnologia ha inciso in questa professione sia a livello teatrale che televisivo?

La tecnologia ha avuto un ruolo fondamentale nel mondo dello spettacolo. Tuttavia, se nella televisione è essenziale poichè fa risparmiare tempo, soldi e disagi, offrendo un prodotto eccellente, nel teatro non ne serve molta. Il teatro nasce come canale culturale artigianale. Si deve dare la possibilità a chiunque di poter fare una rappresentazione teatrale con pochi soldi. Non dimentichiamo che portare il teatro ed i laboratori teatrali nelle periferie delle città equivale a salvare dalla strada molti ragazzi… Vi posso assicurare che anche con materiale vecchio si possono fare dei capolavori… Un paio di anni fa… Con pochissimi soldi… Curai le luci ad uno spettacolo che poi vinse il premio E.T.I. (n.d.r. importante premio dell’Ente teatro italiano)

Hai mai fatto qualche scherzo illuminando qualcuno in maniera “errata”?

Si! Se c’è una cosa che adoro è fare gli scherzi. In passato sono addirittura entrato in campo per fare uno scherzo. Una volta, per esempio, in una scena che si svolgeva in un appartamento in cui un uomo faceva ginnastica a tempo di musica, attivai un gioco di luci da discoteca… Assurdo se si pensa che il tutto si svolgeva in una casa privata… Beh…Piacque così tanto che lo ripetemmo per tutta la tournèe

Un aneddoto divertente successo quest’anno rispetto al mondo “luce”?

Per un periodo, mi divertivo ad abbagliare il viso degli autori o del direttore di studio (il nostro Zac) con le luci motorizzate, seguendoli ovunque si spostassero… Ovviamente lontano dalle telecamere!

Qual è il tuo sogno professionale?

La verità? Bene. Poichè nel mio sogno mi vedo prestare servizio alla comunità…. Sarebbe fantastico se il comune di un posto qualunque (anche su un isola o al polo nord) edificasse un teatro da far funzionare come circolo policulturale (Spettacoli di prosa, proiezioni cinematografiche, cabaret, sala conferenze, internet cafè, dicoteca ed altro ancora…) “ASSOLUTAMENTE GRATIS” per le persone meno abbienti. Sarei onorato di collaborare in una struttura del genere!

Ultima domanda. Luca, quando si spengono i riflettori, cala il sipario, quando la luce non è protagonista, qual è la tua passione?

Seguo da anni un percorso spirituale chiamato Kriya Yoga, basasto sulla meditazione e sul vivere etico. Aver intrapreso questa fantastica avventura ha calmato la mia irrequietezza interiore e mi dà modo di provare a migliorarmi ogni giorno un po’. Comunque sono grato alla Grazia Divina per aver messo sul mio cammino mia moglie Clara e i miei due figli: Samuel e Morgan. Loro sono la parte migliore di me… Li amo profondamente e faccio del mio meglio ogni giorno per occuparmi della loro serenità…

Grazie Luca per questa intervista e grazie a tutti quanti coloro che sono arrivati a leggere fin qui. Perchè la conoscenza è anche approfondimento! Speriamo di riaverlo ancora nostro ospite!!

Enjoy

Barbara Perrone

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